I vincitori del I Premio Nazionale “Bar e Ristoranti d’Autore”


I vincitori del I Premio Nazionale “Bar e Ristoranti d’Autore”

18/07/2014 – Si è conclusa la prima edizione del Premio Nazionale di Architettura “Bar e Ristoranti d’Autore” promosso da IN/ARCH, Gambero Rosso, Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, Artribune e Archilovers, con il patrocinio di Fiera di Milano. Il premio, interamente ospitato sulla piattaforma di Archilovers, ha visto la candidatura di 226 opere realizzate e 3 Tesi di Laurea. 

La Giuria, presieduta da Paolo Desideri (socio fondatore dello studio ABDR) e composta da Paolo Cuccia (Presidente di Gambero Rosso), Michele Perini (Presidente di Fiera di Milano), Ferdinando Napoli (Presidente di Archilovers), Guendalina Salimei e Massimiliano Tonelli (direttore di Artribune), ha deciso di premiare cinque opere, realizzate in Italia tra il 2008 e il 2013, assegnando il riconoscimento ai due soggetti che hanno contribuito alla realizzazione: committente e progettista. 

Il premio a un’opera realizzata è stato assegnato a:

Bancovino, gourmet shop & winery (roma), progettato da -scape architects, committente bancovino.
Scelto per la capacità di trasformazione, questo locale molto piccolo, si configura come una scatola magica in grado di mutare dal giorno alla sera. La parete piena di vini evoca in un gesto unico, con una grande scaffalatura a tutta altezza, una sala di lettura, un luogo per meditare oltre che per bere. 

Decumanus Caffè (Firenze), progettato da: Mimesi62 Architetti associati Domenico Pagnano con Lorenzo Liverani, committente: Caffè Decumanus.
Caratterizzato da un’evocativa ispirazione nei confronti della storia della città di Firenze e della sua stratificazione, il locale ha come protagoniste grandi lastre di pietra serena graffiate che disegnano diverse trame a ricordo delle tracce delle città nelle sue fasi storiche. Al suo interno un patio come memoria di piccoli spazi pubblici interstiziali della città.

MAD Magazzini Donnafugata Ristorante Wine bar (Ragusa), progettato da: Architrend Carmelo Tumino e Gaetano Manganello, committente: Cum Ibla.
Per la capacità di questo spazio di inserirsi in un contesto storico di eccezionale bellezza, raccontando e valorizzando gli usi diversi e stratificati del tempo. Attraverso un uso raffinato dei contrasti tra materiali antichi e nuovi, il locale re-interpreta con un’interessante chiave di lettura la relazione tra elementi storici, memoria del passato, ed elementi contemporanei necessari all’inserimento della nuova funzione.

Porto Fluviale, Ristorante, pizzeria, caffetteria (Roma), progettato da: Roberto Liorni con Francesco Tumiati, Fabio Pecora, Vincenzo Di Siena, Priscilla Tozzi, Paola Trentavizi  e Francesca Pierucci, committente: Fluviale srl.
Per la capacità di reinterpretare in chiave contemporanea la trasformazione di un capannone industriale a “Tempio del cibo” , obiettivo di questo locale. Uno spazio di 800 mq accoglie una complessità di funzioni che si intersecano l’una nell’altra in uno spazio ad alto valore evocativo del mondo proto-industriale.

Princi Bakery (Milano), progettato da: Antonio Citterio Patricia Viel Interiors, committente: Princi.
Il riferimento alle tele di Hopper, una grande vetrina su strada e un lunghissimo bancone. Questo locale è stato scelto per la sua capacità di interpretare il nuovo concetto di “bakery metropolitana”. Lo spazio rigoroso non lascia spazio a divagazioni.

La Giuria ha, inoltre, deciso di assegnare cinque Menzioni speciali a:
FUD, Bottega sicula (Catania), progettato da: Balla Calvagna Architettura e Paesaggio, committente: Gastronomie vulcaniche srl.
Per la capacità del progetto di controllare funzionalmente e spazialmente un’offerta di prodotti complessa ed variegata e la capacità di riarticolare attraverso il nuovo allestimento lo spazio originario. 

Le Café Vert, Bar bistrot (Roma), progettato da: Bartolomeo Quintiliani, Sara Paolillo con Giulia de Dantis, committente: Mauy snc.
Per il rigore, l’esattezza realizzativa delle soluzioni spaziali proposte e la chiarezza del principio compositivo in grado di valorizzare efficacemente le modeste dimensioni dello spazio allestito.

Oleoteca a Seggiano, Val d’Orcia, Spazio di degustazione e vendita del “Museo dell’Olivastra e della Terra di Seggiano”, progettato da: Giuseppe (detto Mao) Benedetti, Jacopo Benedetti, Vania Gianese, Sveva Di Martino con Stefano Scialotti, committente: Comune di Seggiano (GR).
Per la capacità del progetto di reinterpretare lo spazio storico della preesistenza ed il raffinato minimalismo del nuovo allestimento.

The CUBE Milano, Traveling Restaurant, progettato da: PARK Associati, Michele Rossi e Filippo Pagliani, committente: Absolute Blue di Bruxelles e Electrolux Home Appliances Emea N.V.
Per la capacità del progetto di proporsi come icona riconoscibile e reiterabile in contesti differenti attraverso l’utilizzazione di tecnologie raffinate ed efficaci.

Vyta Santa Margherita Milano, progettato da: COLLIDANIELARCHITETTO, committente: Retail food s.r.l.
Per la capacità del progetto di costruire, attraverso l’efficacia dell’allestimento e la raffinatezza dei materiali utilizzati, un universo di significati legati al cibo e al luogo.

La giuria non ha assegnato il Premio alle Tesi di Laurea, ma ha ritenuto di segnalare la Tesi “Oksigene” di Silvia Buonocore “per l’attenta ricerca effettuata nei settori dell’ecosostenibilità, che da sempre caratterizza, nella tradizione e nella cultura italiana, l’offerta qualitativa nel settore della produzione e lavorazione del cibo”. 

La Cerimonia di Premiazione avrà luogo a Milano il prossimo 15 settembre nell’ambito di HOMI.

da EdilPortale.com – link articolo qui

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